Il
quadrante di un orologio è come il viso di una persona. L’aspetto non
conta, si dice, ci sono altre qualità. Ed è di sicuro vero, per le
persone, e certo anche nel mondo degli orologi le qualità meccaniche o
il prestigio di una Maison sono fondamentali, nel guidare l’acquisto di
un appassionato. Ma il quadrante… Poi, anche qui, prevale su ogni
canone universale l’immancabile e provvidenaziale ‘de gustibus’. Alcuni
appassionati non distoglierebbero mai gli occhi da quelle superfici
linde ed essenziali di certi Patek o Vacheron dai candidi quadranti in
puro smalto bianco. Tuttavia, restando su questo materiale,
collezionisti di tutto il mondo si gettano a capofitto nella ricerca di
segnatempo dalle meccaniche semplici ma quadranti ricchi di multicolori
smalti cloisonné lavorati a mano, proprio come una volta, riproducenti
una infinità di immagini ed allegorie. Rimangono nella memoria persino
alcuni quadranti assai osé, in cui scene erotiche esplicite vellicano la
curiosità degli amanti della bella orologeria. Per non parlare di
quando le scene lascive del quadrante sono rappresentate da piccoli e
piatti automi meccanici in movimento! Le donne raffinate prediligono
gli orologi che ospitano, al posto degli indici, fulgidi brillanti (o
altre pietre preziose). La madreperla, poi, da tempo arricchisce delle
sue sfumature i più raffinati orologi femminili e maschili. Per non
parlare dei meteoriti, pietre piovute dal cielo e subito tagliate in
sottili lamine, pronte per essere completate con indici e sfere ed
essere incassate da prestigiose Maison. Il re dei materiali rimane
sempre l’ottone, smaltato in vari colori e lasciato
liscio oppure lavorato a guilloché (lavorazioni di cui esistono diverse
varianti), ma non dimentichiamoci l’antica arte della scheletratura, che
consiste nel fare a meno, per quanto si può, di buona parte
del quadrante stesso! Da questo vengono infatti eliminate tutte le
parti non essenziali, traforandolo con un certosino lavoro a mano (negli
orologi più preziosi). Senza dimenticare gli orologi in cui il
quadrante è costituito dal solo vetro. Oggi le scheletrature fatte per
orologi dal design contemporaneo e sportivo danno vita a incredibili
effetti ottici e cromatici, che richiamano la complessità delle
meccaniche sottostanti. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, qui
si può ben affermare che i quadranti sono lo specchio del movimento!domenica 16 luglio 2017
Anche l’occhio vuole il suo quadrante
Il
quadrante di un orologio è come il viso di una persona. L’aspetto non
conta, si dice, ci sono altre qualità. Ed è di sicuro vero, per le
persone, e certo anche nel mondo degli orologi le qualità meccaniche o
il prestigio di una Maison sono fondamentali, nel guidare l’acquisto di
un appassionato. Ma il quadrante… Poi, anche qui, prevale su ogni
canone universale l’immancabile e provvidenaziale ‘de gustibus’. Alcuni
appassionati non distoglierebbero mai gli occhi da quelle superfici
linde ed essenziali di certi Patek o Vacheron dai candidi quadranti in
puro smalto bianco. Tuttavia, restando su questo materiale,
collezionisti di tutto il mondo si gettano a capofitto nella ricerca di
segnatempo dalle meccaniche semplici ma quadranti ricchi di multicolori
smalti cloisonné lavorati a mano, proprio come una volta, riproducenti
una infinità di immagini ed allegorie. Rimangono nella memoria persino
alcuni quadranti assai osé, in cui scene erotiche esplicite vellicano la
curiosità degli amanti della bella orologeria. Per non parlare di
quando le scene lascive del quadrante sono rappresentate da piccoli e
piatti automi meccanici in movimento! Le donne raffinate prediligono
gli orologi che ospitano, al posto degli indici, fulgidi brillanti (o
altre pietre preziose). La madreperla, poi, da tempo arricchisce delle
sue sfumature i più raffinati orologi femminili e maschili. Per non
parlare dei meteoriti, pietre piovute dal cielo e subito tagliate in
sottili lamine, pronte per essere completate con indici e sfere ed
essere incassate da prestigiose Maison. Il re dei materiali rimane
sempre l’ottone, smaltato in vari colori e lasciato
liscio oppure lavorato a guilloché (lavorazioni di cui esistono diverse
varianti), ma non dimentichiamoci l’antica arte della scheletratura, che
consiste nel fare a meno, per quanto si può, di buona parte
del quadrante stesso! Da questo vengono infatti eliminate tutte le
parti non essenziali, traforandolo con un certosino lavoro a mano (negli
orologi più preziosi). Senza dimenticare gli orologi in cui il
quadrante è costituito dal solo vetro. Oggi le scheletrature fatte per
orologi dal design contemporaneo e sportivo danno vita a incredibili
effetti ottici e cromatici, che richiamano la complessità delle
meccaniche sottostanti. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, qui
si può ben affermare che i quadranti sono lo specchio del movimento!
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